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Butera
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mwggButera (mwgwVutera in mwhasicilianocite-ref-4[4]) è un mwiqcomune italiano di mwig4 052 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] del mwjwlibero consorzio comunale di Caltanissetta, in mwkaSicilia.
Il comune di Butera rientra nella mwkgpiana di Gela e nell'area gelese.
Contents
• Storia
• Simboli
• Chiese
• Società
• Economia
• Note
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Geografia fisica
Il territorio di Butera è collinare nell'interno e pianeggiante sulle coste (mwlgpiana di Gela). È compreso tra il mwlwfiume Salso e il mwmaDisueri. La città sorge su una collina a 402 metri sul livello del mare, a sud del capoluogo. È l'unico comune della provincia, oltre a mwmqGela, ad essere bagnato dal mwmgMediterraneo, nel mwmwgolfo di Gela. Il territorio presenta al suo interno il mwnalago Comunelli, formato da sbarramenti allo scopo di costituire riserve d'acqua in caso di siccità. Con i suoi mwnq298,55 km² di superficie, è il nono comune in mwngSicilia, e il 39º in mwnwItalia per estensione. Lungo la costa sono presenti le frazioni marine di mwoaFalconara e mwoqMarina di Butera, caratterizzate da un moderato interesse turistico.
Storia
La collina di Butera è stata meta di stanziamenti umani sin dalla preistoria: tracce di insediamenti sicani risalenti all'età del bronzo medio (1400-1000 a.C.) sono venuti alla luce nella parte più alta del costone roccioso. Più in basso, una necropolicite-ref-5[5] a strati sovrapposti fu cimitero della piccola comunità preistorica e, seppur circoscritta ai secoli VIII-V a.C., avrà certamente iniziato ad esercitare la sua funzione cimiteriale già centinaia di anni prima. Ad avvalorare questa ipotesi, la presenza in località Piano Fiera di un manufatto piuttosto remoto, indicato dagli archeologi col nome di "mwqgcista dolmenica" (lastre di pietra assemblate in maniera cubiforme), che dimostrerebbe una maggiore antichità abitativa del sito, vista l'analogia di questo monumento con alcune architetture sarde risalenti all'età del rame (2900-2000 a.C.)cite-ref-6[6].
Le vicende di questo territorio al momento della colonizzazione greca sono pochissimo documentate dalla storiografia antica e non possono che essere ricostruite solo sulla base della ricerca archeologica. Sappiamo che già sin dal momento della sua fondazione mwsaGela dovette scontrarsi con le popolazioni indigene limitrofe conquistando i loro villaggi: mwsqOmphake, forse identificabile con Butera, dovette seguire questo destino: lo si deduce dai reperti tombali. Se, infatti, fino all'VIII sec. a.C. le tombe di Piano della Fiera non mostrano alcun rapporto con l'area greca, a partire dalla seconda metà del VII sec. vi appaiono ricchi corredi con vasi d'importazione greca. Nel corso del VI secolo, la cittadina sicana verrà abbandonata e sarà ricostruita solo durante il periodo di mwsgTimoleonte, poco dopo la metà del IV sec. a.Ccite-ref-7[7]. Rimase però sempre un piccolo villaggio abitato da agricoltori, peraltro valido baluardo ai tentativi di aggressione esterna che non mancarono per tutto l'alto medioevo (500-1100 d.C.). Intorno all'mwtw845 Butera fu teatro di una mwuabattaglia tra arabi e bizantini, conclusasi con il massacro di almeno mwuq9 000 soldati bizantini. Questa battaglia fu decisiva per il controllo dell'isola. Dal mwugIX secolo, Butera venne chiamata dagli Arabi بوتيرة mwuwBūtīrah "luogo scosceso". Nell'aprile 1089cite-ref-8[8] le truppe normanne guidate dal mwwaGranconte Ruggero espugnarono la città in una memorabile battaglia che li vide vincitori sui musulmani.
Fu subito elevata a contea da parte del conte normanno, il quale la assegnò in dote al cognato-genero mwwgEnrico del Vasto, che in quello stesso anno contrasse matrimonio con mwwwFlandina d'Altavilla, figlia di Ruggero.
La mwxqcontea di Butera fu uno dei maggiori stati normanni in Sicilia per importanza. Passata quindi agli mwxgaleramici mwxwDel Vasto — che la mantennero fino al mwyaXII secolo —, nel territorio migrarono consistenti unità di mwyqcoloni provenienti dall'mwygItalia settentrionale, che fecero di esso una delle maggiori terre mwywlombarde di Siciliacite-ref-9[9].
Dai Del Vasto passò ai normanni mwaqBartolomeo de Luci e mwagGuglielmo Malcovenant e, in epoca mwawsveva, nel mwba1219, la contea fu acquisita da Berardo mwbqdi Ocre; nel mwbg1252 passò al nipote mwbwGualtierocite-ref-10[10] ma, poco tempo dopo, mwdaGalvano Lancia si impossessò del feudo. Alla morte di questi, avvenuta nel mwdq1268 a seguito della cattura e decapitazione insieme a mwdgCorradino di Svevia, il territorio buterese passò al mwdwRegio Demanio.
Nel mweq1320 il re mwegFederico II la vendette per 100 onze a un militare del regno. Successivamente fu elevata nuovamente a contea sotto gli mwewAlagona.
Gli Alagona ebbero il possesso della contea fino al mwfq1392, ostili al mwfgre Martino; quando furono sconfitti da quest'ultimo, la terra venne confiscata e ceduta, unitamente alla torre Falconara, al principe catalano Ugo di Santapau, con diploma concessogli il 18 ottobre a mwfwCastrogiovanni, per i suoi servizi resi al re aragonese nella guerra contro i ribelli.
Il Santapau trasformò la contea in terra mwgqbaronale. Nel 1563 Butera divenne la prima terra ad essere eretta in principato per la famiglia Santapau che nel 1580 la trasmise ai mwggBrancifortecite-ref-11[11], che la tennero fino al principio del secolo XIX quando si estinsero nei mwhwLanza.
Simboli
Lo stemma è rappresentato da un'aquila coronata recante nel petto uno scudo d'azzurro, al mastio d'oro, accompagnato in punta da sei mwjgfrecce, impugnate tre e tre, d'argento; l'aquila stringe con gli artigli una lista d'azzurro con le lettere U.I.C.B. (mwjwUniversitas Invictissimæ Civitatis Buteræ).cite-ref-12[12] Il gonfalone è un drappo partito di azzurro e di bianco.
Monumenti e luoghi d'interesse
Castello arabo-normanno
Il Castello di Butera, noto anche come Castello arabo-normanno, rappresenta uno dei principali elementi storici e identitari del centro abitato. Situato su un’altura a circa 402 metri s.l.m., dominava strategicamente la valle del fiume Salso e le vie di comunicazione interne della Sicilia centro-meridionale.
Le origini della struttura risalgono al periodo della dominazione islamica in Sicilia, già attestata nell’IX secolo, quando il sito venne fortificato con un sistema di torri angolari e mura difensive. In questa fase la rocca era dotata di ambienti funzionali come magazzini, stalle e una grande cisterna sotterranea posta al centro del cortile interno.
Con la conquista normanna dell’XI secolo, il castello venne ampliato e riorganizzato come presidio militare. La struttura divenne uno dei punti strategici del territorio e fu coinvolta nelle principali vicende belliche della Sicilia medievale. La tradizione riporta che Ruggero I d’Altavilla dovette sostenere un lungo assedio per conquistare Butera, segno della rilevanza difensiva della fortificazione.
Dell’impianto originario restano oggi soltanto alcuni elementi inglobati nel tessuto urbano, tra cui una torre medievale con bifora e ambienti voltati. L’antica corte interna è stata trasformata nel tempo in piazza pubblica, mantenendo tuttavia la memoria della struttura fortificata.
Secondo la tradizione popolare, il castello sarebbe stato collegato tramite cunicoli sotterranei al castello di Falconara, contribuendo ad alimentare leggende locali legate alla rete difensiva medievale del territorio. cite-ref-buterachannel-storia-13-0[13] cite-ref-buterachannel-restauri-14-0[14] cite-ref-buterachannel-leggende-15-0[15]
Necropoli di Piano della Fiera
In uso fino al mwsqVI secolo a.C. e alla fase mwsgellenistica, le sue origini risalgono all'mwswetà preistorica.
Chiese
• mwvqSantuario di San Rocco, sito in via Armando Diaz.
• Chiesa Maria Santissima delle Grazie.
• Chiesa del Carmine.
• Chiesa di San Giuseppe.
• Chiesa di Santa Maria di Gesù con annesso il convento dei frati minori osservanti; del convento, non più esistente, rimangono soltanto pochi ruderi.
• Piazza Dante è la piazza principale della città; dove oggi sorge il palazzo municipale, un tempo si trovava la chiesa di San Giovanni Battista con annesso il monastero delle monache benedettine.
• Chiesa di San Francesco, la più antica di Butera. Fu fondata dai primi normanni cristiani, in seguito divenne una chiesa francescana, poiché vi era annesso il convento dei frati minori conventuali.
• Chiesa parrocchiale di Maria Ausiliatrice e San Giovanni Bosco, sita a Butera Bassa, nel quartiere Piano della Fiera.
Fortificazioni
• Porta Reale, così chiamata poiché, nel 1062, vi entrò insieme ad un esercito di lombardi il conte normanno mwyaRuggero I di Sicilia, per impossessarsi della roccaforte.
Società
Evoluzione demografica
Economia
L'economia si basa soprattutto sulla coltivazione di mw0ggrano, mw0wmandorle, mw1acarrube, mw1qolive e mw1gagrumi. Importante è la mw1wviticoltura, che alimenta la produzione del vino. Notevole rilevanza ha l'allevamento di mw2aovini e mw2qbovini. Importanti sono le sagre dove vengono esposti i prodotti tipici del territorio, celebre è la pasta con il miele, piatto di origine araba consumato tipicamente in occasione della festa di San Giuseppe. Il turismo, negli ultimi decenni, si sta lentamente sviluppando, soprattutto nelle zone costiere di mw2wMarina di Butera e mw3aFalconara, con le creazioni di diversi villaggi turistici.
Amministrazione
Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 14 giugno 1988 | 27 gennaio 1990 | Carmelo Scuvera | Partito Comunista Italiano | Sindaco | [ 17 ] |
| 5 febbraio 1990 | 7 settembre 1991 | Giuseppe Chimera | Partito Comunista Italiano | Sindaco | [ 17 ] |
| 8 ottobre 1991 | 24 agosto 1992 | Giuseppe Di Vita | Partito Socialista Italiano | Sindaco | [ 17 ] |
| 4 marzo 1993 | 7 giugno 1993 | Giuseppe Scalia | | Comm. straordinario | [ 17 ] |
| 7 giugno 1993 | 1º dicembre 1997 | Giuseppe Chimera | Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | [ 17 ] |
| 1º dicembre 1997 | 28 maggio 2002 | Carmelo Scuvera | centro-sinistra | Sindaco | [ 17 ] |
| 28 maggio 2002 | 15 maggio 2007 | Aldo Maria Cateno Scichilone | centro-destra | Sindaco | [ 17 ] |
| 15 maggio 2007 | 8 maggio 2012 | Luigi Casisi | lista civica | Sindaco | [ 17 ] |
| 8 maggio 2012 | 12 giugno 2017 | Luigi Casisi | centro-sinistra | Sindaco | [ 17 ] |
| 12 giugno 2017 | 12 giugno 2022 | Filippo Balbo | lista civica | Sindaco | [ 17 ] |
| 12 giugno 2022 | in carica | Giovanni Zuccalà | lista civica | Sindaco | [ 17 ] |
Gemellaggi
Galleria d'immagini
Infrastrutture e trasporti
Due strade provinciali collegano il comune alla mwateStrada statale 626 della Valle del Salso, superstrada che collega mwatiCaltanissetta a mwatmGela, e mwatqFalconara. Il comune è inoltre servito da linee autobus extraurbane.
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwat0mwat4mwat8Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwauademo.istat.it, mwaueISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwauumwauymwaucClassificazione sismica (mwaugmwaukXLS), su mwauorischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwau4mwau8mwavaTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwavemwaviPDF), in mwavmciterefmwavqLeggemwavu mwavy26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwavcAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwavg 151. mwavkURL consultato il 25 aprile 2012 mwavo(archiviato dall'mwavsurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. ↑ mwav8Teresa Cappello e Carlo Tagliavini, mwawaDizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron, 1981.
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cite-note-66. ↑ Salvatore Piccolo, mwawsAntiche Pietre. La cultura dei Dolmen nella Preistoria della Sicilia sud-orientale, Morrone, 2007, p. 16.
cite-note-77. ↑ Filippo Coarelli e Mario Torelli, mwaw8Sicilia, Guide archeologiche Laterza, 1992, p. 165.
cite-note-88. ↑ M. Camera, mwaxmMemorie storico-diplomatiche dell'antica città e ducato di Amalfi, Stab. top. nazionale, 1875, p. 283
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cite-note-1212. ↑ mwaycComune di Butera, mwaygmwaykStatuto (mwayomwaysPDF), art. 1, c. 3.
cite-note-buterachannel-storia-1313. ↑ ButeraChannel, mway8Il Castello di Butera: storia e origini medievali, su mwazawww.buterachannel.it
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cite-note-buterachannel-leggende-1515. ↑ ButeraChannel, mwazgLeggende e tradizioni popolari del Castello di Butera, www.buterachannel.it
cite-note-1616. ↑ Dati tratti da: mwazwmwaz0mwaz4mwaz8mwaaaPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwaaemwaaiPDF), su mwaamebiblio.istat.it, mwaaqISTAT. mwaaumwaaymwaacmwaagPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwaakesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-interno-173. mwacihttp://amministratori.interno.it/
Voci correlate
• mwacyPiana di Gela
• mwacwVespri Siciliani
• mwac4Biddrina
• mwadaRuggero I d'Altavilla
• mwadiGiovanni Battista
• mwadqStazione di Butera
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Collegamenti esterni
• mwadsChiesa Madre di Butera, su facebook.com.
• mwad0Santuario di San Rocco, su facebook.com.
• mwad8Sito istituzionale, su comune.butera.cl.it. URL consultato il 2 marzo 2008 (archiviato dall'url originale il 2 marzo 2008).
• mwaeeIl Portale di Butera, su buteraweb.it.
• mwaemGalleria fotografica, su buteraweb.it.
• mwaeuGalleria fotografica, su butera-sicilia.it. URL consultato il 16 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2010).
• mwaecbovtv, su buteraonlinevideo.it. URL consultato il 31 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 19 dicembre 2014).